giovedì 6 maggio 2004

Sono andata nella vinsantaia a vedere che combinano i caratelli. Sembrano tanti soldatini allineati, divisi per capacità (50, 70 o 100 litri) e per annata. Alcuni di loro sono sopravvissuti alle due guerre (se potessero parlare...). Hanno più del doppio della mia età. Il nonno li aveva custoditi gelosamente in soffitta. Una volta il vinsanto si teneva lì, perchè, a differenza del vino che per invecchiare si lascia in cantina dove non ci devono essere troppi sbalzi di temperatura (ideale tra i 13 e i 15 gradi), per fare un buon vinsanto servono continue fermentazioni seguite da periodi di riposo, per far si che tutti i residui zuccherini delle uve passite si trasformino in alcool. La soffitta era il luogo ideale e anche oggi la vinsantaia è situata a livello della strada, cè una finestra socchiusa in modo da far circolare aria, calda o fredda , secondo la stagione. E poi ci pensa la madre, preziosissimo deposito,scuro e melmoso,che si forma anno dopo anno nel caratello,a dare gusto, sapore al mio amato vinsanto. Ho un piccolo caratello da 20 litri che il babbo diceva essere appartenuto al suo nonno, cioè al mio bisnonno. Quella madre non ha prezzo.E la capostipite di tutto il vinsanto che oggi produciamo.


mercoledì 5 maggio 2004

Piove, piove, piove. Si, quel detto toscano ha ragione. Per fortuna siamo già al 5 maggio.


Le povere barbatelle sono state appoggiate in una cella frigorifera di un fioraio amico, e lì resteranno finchè riusciremo ad entrare nel vigneto e piantarle.


Ieri sera faceva così freddo che ho dovuto accendere il camino. Serata novembrina: fuoco scoppiettante, un pò di amici, e uno zabaione caldo. Le uova, fresche di giornata, me le aveva portate una vecchia signora che abita nei paraggi, per ricambiare la gentilezza di averla accompagnata a fare la spesa!!, il vinsanto in casa non manca mai e i biscottini li ho preparati con le mie manine sante. Uova,zucchero, farina, poco burro, una manciata di granella di zucchero sopra e 15 minuti di forno. Una delizia per il palato... e per lo spirito!


Ma ora vorrei due etti di sole e una manciata di caldo.....


martedì 4 maggio 2004

Lo stagista, molto carino, ha i capelli ricci lunghi e legati.. Nisco, un vecchio compagno di scuola del babbo che viene ad aiutarci quando simbottiglia, gli si è avvicinato e gli ha detto:"come ti chiami bella signorina?"." Francesco" ha risposto, cercando di imitare la voce di un orco. Siamo ancora piegati dalle risate.

Per disintossicarmi dallo stress della settimana passata, ieri sono andata a passeggiare alleremo francescano di Chiusi della Verna, un paio dore da qui.Che pace, che luce, che colori.Mi sento ricaricata e pronta per la prossima battaglia!


E arrivato lo stagista del corso di enoturismo, promosso dalla regione toscana con finanziamenti cee, e starà qui in cantina fino al 16 giugno. Un ragazzo sveglio, con tanta voglia di fare. Gli hanno dato "uninfarinatura" su vari argomenti (marketing, enologia, tecnica del turismo, fidelizzazioni clienti). Non mi sembra che abbia le idee molto chiare, ma sono sicura che si sentirà più tranquillo quando avrà capito cosa succede realmente qui! Gli ho fatto fare un giro della cantina, mi sono fatta aiutare a preparare per le due degustazioni che avrò nel pomeriggio e poi lho lasciato al punto vendita con Roberta.


Mi sa che mi sarà utile per la prossima fiera: la prima edizione del Miwine. Come si dice qui, "mi sa millanni" (traduzione:non vedo lora) di vedere che riescono a fare questi milanesi!!!


Mi sarebbe piaciuto fare anche la fiera di Londra, ma ho capito che è una manifestazione troppo grande e dispersiva, dove si va per vedere più che per vendere. Ci andrò come turista per un paio di giorni.


sabato 1 maggio 2004

Oggi cè la fiera, la fiera del primo di maggio come si dice. Una volta era una fiera agricola, oggi cè di tutto e si mischia il sacro col profano: la festa di S.Agnese Segni, patrona locale e quella dei lavoratori. La banda ha accompagnato S.Agnese,le contrade che faranno lofferta del cero e la giunta comunale . Mi commuovo ogni volta che passa la banda. Un brivido e un tuffo al cuore. Cerco sempre il tuo viso, babbo ,quando sento la tromba. Era una delle tue tante passioni e io dalleta di 3 anni ti ho sempre accompagnato alle prove serali che facevate allIstituto di Musica. Spesso mi addormentavo su una sedia accanto a te. Conosco a memoria gli inni di tutte le nazioni, tutti gli arrangiamenti per banda di pezzi dopera e in particolare la parte del flicorno soprano (perchè quasi sempre la suonavi tu!!). Mincantavo anche a vederti sistemare lo strumento prima delle prove. Lo pulivi col Sidol, lo lucidavi con un panno di lana. Poi passavi un pò dolio sui tasti perchè si muovessero meglio. La mettevi nella custodia, scendevi in cantina, spillavi un paio di litri di vino dalla botte e si partiva così. Ti tenevo stretta la mano, si andava a piedi perchè la sala prove era (ed è) dietro piazza Grande, a due passi da casa." Ma il vino a che serve, babbo?" " gli scioglie la lingua, suonano meglio e ci fa compagnia!!"